Vita di Preghiera: “Memorizzare la Parola” (n°28)

Perché?

Al giorno d’oggi la Parola di Dio si offre a noi sotto forma di un libro o di altri strumenti (cellulari, Internet) e questo può soltanto rallegrarci. Ma allora perché memorizzarla quando sappiamo leggere? «Ricordarsi», «custodire», «non dimenticare»: nelle Sacre Scritture queste raccomandazioni sono frequenti. «Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore» (Dt 6,6), è detto al popolo d’Israele insieme con il grande comandamento dell’amore di Dio. «Infine, o figlio, conserva nella mente questi comandamenti, non lasciare che si cancellino dal tuo cuore» (Tb 4,19) consiglia Tobia a suo figlio. E prima della sua partenza Gesù dice ai suoi: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola» (Gv 14,23).

Questa Parola è stata paragonata da alcuni Padri a una «lettera d’amore» inviata da Dio. Quale fidanzata innamorata non ricorda a memoria le lettere ricevute dall’amato mentre attende con impazienza di vedere il suo volto?

Dato che in Comunità il tempo riservato alla Lectio è relativamente breve, per rimanere nella Parola la memorizzazione può essere d’aiuto nel ricordarla di tanto in tanto durante la giornata – per esempio nei lavori manuali – e lasciarla risuonare in noi. La Parola memorizzata permane quando ci rechiamo all’adorazione: se non riusciamo a entrare subito nella contemplazione, essa ci aiuta a essere presenti davanti al Signore. Quando ci distraiamo essa ci può ricondurre alla preghiera. La Parola esercita la sua potenza di guarigione, sostituisce progressivamente le parole negative che abbiamo assimilato (senza nessuno sforzo!) e che influenzano la nostra vita interiore.

A volte essa torna spontaneamente come un canto che ci abita nel profondo. È simile alle fondamenta della nostra casa interiore, come una «cantina» che possiamo riempire di «vini dalla soave fragranza che rallegrano il cuore dell’uomo», secondo una bella immagine di Giovanni Cassiano.

Non dimentichiamoci che se si memorizza la Parola del Signore, è per viverla con coerenza; altrimenti questo lavoro non avrebbe alcun interesse: «questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica» (Dt 30,14).

D’altro canto, la memorizzazione di passi biblici ci sarà sicuramente di grande aiuto nell’annuncio del Vangelo poiché «la bocca parla dalla pienezza del cuore» (Mt 12,34). In merito a chi ha praticato lungamente la «meditazione» (nel senso biblico di: «ripetizione», «masticazione» della Parola che impregna la memoria), padre Matta El Meskin afferma: «se apre la bocca, le parole della Scrittura escono senza trucco né artificio, e con esse i pensieri divini fluiscono come onde di luce che mediante la conoscenza divina rischiarano la mente dell’ascoltatore, toccano il suo cuore e infiammano i suoi sentimenti.»

Alcuni esempi

Per i Padri del deserto l’arte della memorizzazione è così importante da diventare parte integrante della loro vita di preghiera.

Nella vita di San Pacomio la Parola avvolge il lavoro, i pasti e anche gli spostamenti dei fratelli. Prima di essere autorizzato a entrare in monastero, il candidato, in piedi davanti alla porta per qualche giorno, doveva memorizzare innanzitutto «l’orazione domenicale e tanti salmi quanti sarà in grado di imparare» (precetto 49). Una volta ammesso, gli si davano da imparare «venti salmi o due lettere dell’apostolo o un’altra parte della scrittura» (precetto 139). Infine nessuno poteva restare nel monastero «senza imparare a leggere e nemmeno senza imparare a memoria qualcosa delle Scritture: come minimo il Nuovo Testamento e il Salterio» (precetto 140)! In epoca più recente padre Matta El Meskin, all’origine di un rinnovamento contemporaneo del monachesimo in Egitto, faceva memorizzare ai suoi monaci i salmi, i Vangeli e il libro d’Isaia. I nostri contesti e i nostri modi di vivere sono evidentemente molto diversi, ma abbiamo pur sempre la stessa natura umana.

Come fare?

Abbiamo una memoria immensa, senza dubbio dono di Dio ma in parte a noi sconosciuto! Può essere invasa dalle preoccupazioni del momento, dai mille pensieri che riempiono le nostre giornate, ma essa è pur sempre presente!

Durante la Lectio siamo attirati da una frase o da una parola con cui il Signore si rivolge a noi in quel momento: allora il nostro cuore è aperto e disponibile per accoglierla e memorizzarla più facilmente. «Ogni giorno occorre staccare qualche boccone dalla lettura quotidiana e affidare allo stomaco della memoria un passaggio che meglio si digerisce e che, tornato in bocca, sarà oggetto di frequente ruminazione», consiglia Guglielmo di Saint-Thierry. Possiamo anche scegliere di memorizzare nel tempo alcuni testi particolarmente ricchi: lo «Shema Israel», il sermone sulla montagna, il discorso di Gesù dopo l’ultima cena ecc.

Non si tratta di sapere a memoria il maggior numero di testi, ma di far scendere nel nostro cuore parole foriere di vita, affinché vi rimangano. Se questa facoltà non ha finora lavorato molto possiamo riattivarla con passi che conosciamo già in modo approssimativo o che avevamo memorizzato tempo fa.

Ripetere frammento per frammento, pronunciandoli con attenzione, lavorare lentamente senza scoraggiarsi, è un buon modo di procedere. Basterà farlo ogni giorno per un breve momento per iniziare a gustarne rapidamente i primi frutti: tra questi ci sarà la gioia di custodire in noi parole d’amore, certe e stabili. Uno strumento di unificazione interiore è certamente quello di ridirci di tanto in tanto lentamente un testo già memorizzato, ascoltandolo attentamente.

Ciò che è stato memorizzato con un ritmo, un canto o determinati gesti rimane impresso più profondamente. È l’esperienza del bambino ebreo che impara la Torah dondolandosi: la imprime nei suoi ritmi fondamentali; oppure è l’esperienza della memorizzazione della Parola accompagnata dai gesti, di cui parla in particolare Marcel Jousse. Ognuno può farlo cantando un passo biblico che predilige, ritmandolo.

Anche in questo ambito Maria è nostro modello. Sta scritto infatti ch’ella «serbava tutte queste cose nel suo cuore», a volte senza capirle. Alcuni passi del Vangelo di Luca sono senza dubbio il frutto della sua memoria piena d’amore (l’Annunciazione, i Vangeli dell’infanzia, Gesù perso e ritrovato nel Tempio). Affidiamo a lei la nostra memoria e domandiamole di guidarci in questo cammino!

La citazione

«Avere Dio che risiede in noi mediante la memoria di lui.» San Basilio

 

Per approfondire

Soltanto per oggi

  • Per custodire nel cuore il desiderio della venuta nella gloria del Signore, memorizzo Ap 22, 16-17.

Libri

  • La parole est tout près de toi, Bernard Frinking, Bayard Éditions/Centurion.
  • Mémoriser la Parole, Frère Silouane, Éditions des Béatitudes.

 

Il “Libro di Vita” è il testo fondante della spiritualità della Comunità. Puoi scaricarlo in francese qui oppure ordinarlo da Editions des Béatitudes. Il testo in italiano sarà disponibile prossimamente.

 

Per vegliare e combattere il nemico

«Vi assicuro, fratelli miei, che se non vegliamo in ogni momento con le parole delle Sacre Scritture, il nemico ci priverà del timor di Dio, e ci farà temere lui stesso. Se un pensiero impuro si affaccia ai vostri cuori o l’odio…se volete che tutti questi pensieri diminuiscano in voi e non abbiano più alcun potere su di voi, recitate incessantemente nei vostri cuori le parole delle Scritture, prendendo la ferma decisione di camminare in esse.» San Pacomio

Oraison

Ces articles sur la vie d'oraison sont extraits du bulletin mensuel "Il est là !" publié à l'usage des membres de la Communauté des Béatitudes et de leurs amis. Il est rédigé par un collectif de laïcs, prêtres, frères et sœurs consacrés, membres de la Communauté, avec le désir de stimuler la vie de prière, essentielle à la vocation aux Béatitudes comme à toute vie chrétienne authentique... C'est pourquoi nous sommes heureux de vous partager ces contenus simples.

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