Vita di Preghiera: “La fecondità della preghiera” (n°24)

«Com’è grande la potenza della preghiera! Sembra una regina che abbia sempre libero accesso al re, potendo ottenere tutto quello che chiede» (Santa Teresina). «Ah, se fosse vero!» pensiamo noi a volte… Teresa interpella la nostra fede.

Fede e fecondità

Non tutte le preghiere sono esaudite. La preghiera non è però una questione di efficacia o di automatismi; non possiamo infatti considerarla solo in rapporto al suo esaudimento o limitatamente ai suoi frutti. Efficacia e fecondità non sono sinonimi. La fecondità ha a che vedere con la vita.

L’esempio di Abraham è significativo. Dio invita Abram a lasciare tutto, facendogli una promessa. Abram si fida, si lascia spogliare e impoverire. La sua obbedienza lo fa entrare in una nuova relazione con il suo Dio. Allora Dio gli dichiara: «Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abraham» (Gn 17, 5). Abraham diventerà il perfetto uomo di Dio, sottomettendosi anche nella situazione peggiore (cfr. Gn 22). In tal modo il primo frutto della fede d’Abram è sé stesso, ciò che è diventato, ossia Abraham, un convertito! E Abraham diventa, secondo la promessa divina, «padre di una moltitudine» (Gn 17, 5). Il suo frutto si manifesta nella sua paternità, attraverso tutta la sua persona. Lo stesso vale per noi quando preghiamo. La preghiera ci fa iniziare un cammino di conversione: Dio diventa il nostro Dio («mio Dio»), Colui che ci è particolar-mente vicino: il Dio della nostra quotidianità, il Dio della provvidenza… e ciò produce frutto in ogni stagione, anche se non ce ne rendiamo sempre conto (cfr. Ger 17, 7-8). La preghiera è potente nella misura in cui esprime l’incontro di un cuore fiducioso e docile con Colui che desidera per noi la vita e la vita in abbondanza (cfr. Gv 10, 10). I suoi frutti non dipendono dai nostri meriti, dalle nostre capacità e nemmeno dalla nostra perfezione. Il Catechismo afferma che il fondamento della preghiera è l’umiltà che nasce dalla sete di Dio e dalla povertà, (cfr. CCC n° 2559). Analogamente alla flebo per un malato grave, la preghiera ci mette in contatto con la Fonte di ogni bene, con la Vita, in virtù della fede che la sottende.

Uno «rimanere» reciproco

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla», ci dice Gesù (Gv 15,4-5). Papa Francesco precisa: «Si tratta proprio di rimanere attivamente ma anche di rimanere reciprocamente, io in Lui, e Lui in me!»

È feconda la preghiera di chi prega con il cuore, ossia che vi impegna tutto il proprio essere, sempre e ovunque, in ogni circostanza: «Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore sia nella prova che nella gioia; è qualcosa di grande, di soprannaturale, che dilata la mia anima e mi unisce a Gesù.» (Santa Teresina). «Rimanere» richiede perseveranza. Soltanto la preghiera può trasmetterci questa forza. Essa è come la goccia d’acqua che nutre il seme nascosto in terra e la grazia di Dio è il sole che l’attira verso la luce e la vita, lo fa crescere per far produrre il suo frutto.

La Vergine Maria ha continuato a credere e ad aderire alla volontà del Padre: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». (Lc 1,38). Portando in sé la promessa di Dio come un seme in una terra fertile, Ella è diventata la Madre di tutti i viventi. La fede, che è innanzitut-to un’adesione personale dell’uomo a Dio, è anche un atteggiamento dell’anima e del cuore che pone tutta la propria fiducia in Dio e si abbandona ai suoi progetti. Su queste fondamenta il frutto della preghiera nasce e dura nel tempo.

L’intercessione

Papa Francesco ci dice che la preghiera di intercessione consiste nell’essere «un ponte fra Dio e gli uomini.» La Sacra scrittura rappresenta di solito Mosé «con le mani alzate al cielo, verso Dio, come per fare da ponte fra cielo e terra mediante la sua persona. La sua fede in Dio è un tutt’uno con il senso di paternità che prova per il suo popolo, con il quale intrattiene stretti legami di solidarietà.» Anche per noi sarà lo stesso se desideriamo immergerci nella preghiera fino a soffrire e piangere per il nostro prossimo. Come Mosé, in virtù della nostra fede in Dio, saremo solidali con i nostri fratelli e le nostre sorelle in umanità. Soltanto la preghiera perseverante, tipica di un cuore che ama veramente e che conserva la fede, potrà sfidare la tentazione dello scoraggiamento e del giudizio. È quanto fece Mosé nel momento in cui il popolo era caduto nel peccato e l’aveva rinnegato, rinnegando Dio: Mosé resta solidale con il popolo che Dio gli aveva affidato e intercede per esso (cfr. Es 32, 11-14).

La nostra preghiera è invitata a innestarsi sulla grande preghiera di intercessione di Gesù. Essa diventa allora necessariamente feconda poiché Gesù ha vinto la morte e il peccato, ha superato tutti gli ostacoli. Questo sfugge spesso ai nostri occhi carnali, ma grazie alla fede sappiamo che Gesù Cristo è vincitore e ascolta ogni nostra preghiera.

La lode

Senza dubbio non ci rendiamo sempre conto della potenza della lode, della sua fecondità. Padre Cantalamessa afferma: «I più grandi miracoli dello Spirito Santo non avvengono in risposta alle nostre suppliche, ma in risposta alla lode (…), specialmente nella prova. Dimostra che la grazia è stata più forte della natura.» E continua: «Il miracolo di Paolo e Sila nella prigione – e dei tre fanciulli nella fornace ardente – si ripete in infiniti modi e circostanze: (…) Provare per credere, era il suggerimento che Merlin Carothers dava ai lettori del suo libro “Dalla prigione alla lode”».

Proviamoci, crediamoci e lottiamo contro il dubbio! Spesso non siamo in grado di riconoscere le risposte di Dio, che a volte possono anche essere paradossali… ma ricordiamo che la lode è una forma di preghiera estremamen-te feconda.

La potenza della preghiera è grande, anche se spesso non riusciamo a vederla con i nostri occhi carnali… Nessuna preghiera sincera e fatta con fede va persa. Dio si china sul povero e ascolta la sua preghiera. Dio si china su di noi e ascolta la nostra preghiera. E come ai discepoli mortificati di fronte al fallimento della loro preghiera, senza dubbio Gesù ci ricorda che determinate vittorie si ottengono soltanto con la preghiera e il digiuno…

 

La citazione

«Come credenti siamo convinti che la preghiera è una vera forza che apre il mondo a Dio. Siamo convinti che Dio ascolta e può agire nella storia.» Benedetto XVI

 

Per approfondire

Soltanto per oggi

  • «Ciò che più attira le grazie del Buon Dio è la gratitudine. Perché se Lo ringraziamo per un beneficio, si commuove e si affretta a darne altri dieci, e se lo ringraziamo di nuovo col medesimo ardore, che moltiplicazione incalcolabile di grazie! L’ho sperimentato, provate e vedrete…» (Teresina). Proviamo… e vedremo!

Libri

  • La potenza della lode, Merlin R. Carothers, Uomini Nuovi, 2009

 

Il “Libro di Vita” è il testo fondante della spiritualità della Comunità. Puoi scaricarlo in francese qui oppure ordinarlo da Editions des Béatitudes. Il testo in italiano sarà disponibile prossimamente.

Datemi una leva!

«Uno scienziato ha detto: “Datemi una leva, un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo”. Ciò che Archimede non ha potuto ottenere perché la sua richiesta – unicamente di tipo materiale – non era rivolta a Dio, i santi l’hanno ottenuto in pienezza. L’Onnipotente ha dato loro un punto di appoggio: SÉ STESSO e soltanto SÉ STESSO; e per leva ha dato loro la preghiera contemplativa, che infiamma d’amore, e così hanno sollevato il mondo; e lo stesso fanno e faranno ancora i Santi militanti fino alla fine del mondo.» (Teresina, Ms C, 36r)

 

Oraison

Ces articles sur la vie d'oraison sont extraits du bulletin mensuel "Il est là !" publié à l'usage des membres de la Communauté des Béatitudes et de leurs amis. Il est rédigé par un collectif de laïcs, prêtres, frères et sœurs consacrés, membres de la Communauté, avec le désir de stimuler la vie de prière, essentielle à la vocation aux Béatitudes comme à toute vie chrétienne authentique... C'est pourquoi nous sommes heureux de vous partager ces contenus simples.

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