Vita di Preghiera: “La comunione dei santi” (n°51)

oraison et eschatologie

La comunione dei santi

La comunione dei santi esprime il fatto che in virtù della carità i credenti formano un sol Corpo, quello di Cristo: «Dato che i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri (…) Ma il membro più importante è Cristo, poiché Egli è il capo (…) Il bene di Cristo è così comunicato a tutti i membri» (Tommaso d’Aquino).

Questa comunione dei santi concerne la comunione con le cose sacre (sancta) e la comunione fra le persone (sancti). Ecco perché essa si nutre in modo particolare della comunione eucaristica. In attesa del ritorno del Signore alcuni suoi discepoli camminano sulla terra, altri, dopo questa vita, vivono una purificazione e altri ancora, rallegrandosi nella gloria, contemplano chiaramente Dio così come Egli è. Tutti quanti tuttavia, anche se con intensità diverse e in modo differente, comunichiamo allo stesso amore di Dio e del prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Le tre componenti classiche della Chiesa sono pertanto la Chiesa militante di coloro che sono sulla terra, la Chiesa sofferente di coloro che completano la loro santificazione in Purgatorio e la Chiesa trionfante dei santi del Cielo. «Agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.» (Ef 4, 15-16).

 La comunione sulla terra…

Siamo membri gli uni degli altri, secondo la bella metafora del corpo nella lettera ai Romani: «Poiché come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri» (Rm 12,4-5). Non si tratta di un semplice aiuto reciproco fra buoni cristiani, ma di un legame profondo che unisce tutti gli uomini salvati da Cristo. «E ciò vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti…» (Gaudium et Spes 22, 5).

«Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4, 5). La comunione dei santi è fondata innanzitutto sulla nostra unità in quanto alla fede e quindi sulla comunione dei sacramenti che ci legano a Gesù Cristo a partire dal Battesimo. Ancora di più siamo uniti attraverso l’Eucarestia, poiché è proprio quest’ultima che stabilisce tale comunione sulla terra. Mediante le «sacre specie» l’Eucarestia stabilisce la comunione fra tutti i «santi», quali noi siamo perché santificati dal Corpo di Cristo. I sancta fanno i sancti. Inoltre i diversi carismi dati a ciascuno in vista del bene comune aiutano sensibilmente a vivere la realtà della comunione dei santi sulla terra. Infine dal punto di vista materiale la condivisione dei beni, che ci sono affidati in veste di amministratori e non di proprietari esclusivi, assicura la giustizia, che garantisce a ciascuno secondo le proprie necessità e allevia la miseria del prossimo secondo i principi della Dottrina sociale della Chiesa.

In comunione con i defunti…

Ben prima dell’inizio del cristianesimo nel secondo libro dei Maccabei si legge: «Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota» (2Mac 12,45). Nel corso della storia della Chiesa i cristiani hanno onorato con molta pietà la memoria dei defunti, offrendo preghiere anche per loro. Perché? A questa domanda risponde Papa Benedetto XVI nella sua enciclica Spe salvi: «Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro (…). Nessuno vive da solo. Così la mia intercessione per l’altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte. Nell’intreccio dell’essere, il mio ringraziamento a lui, la mia preghiera per lui può significare una piccola tappa della sua purificazione (…) nella comunione delle anime viene superato il semplice tempo terreno. Non è mai troppo tardi per toccare il cuore dell’altro né è mai inutile.»

La nostra speranza è sempre anche speranza per gli altri. Ecco perché offriamo le nostre preghiere a Dio per i defunti, perché sono peccatori e la misericordia divina li raggiunga. Allo stesso modo facciamo affidamento sulla loro intercessione a nostro favore, beneficiando della loro carità sperimentata nel Regno dei cieli. Siamo ben lontani dalla comunicazione con gli spiriti dei morti, oggetto di pratiche spiritiche, che sono rivolte alla nostra curiosità o ai nostri bisogni egoistici e non verso la loro grazia di vivere già parzialmente nella vita divina. Questa volontà di dominio sul tempo e sulle persone è in «contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo» (CCC 2116).

Con i santi del Cielo…

Il culto dei santi, particolare forma di comunione dei santi, consiste nell’amore che dimostriamo loro, cercando nella loro vita l’esempio, «dalla comunione con loro la partecipazione alla loro sorte e dalla loro intercessione l’aiuto» (LG 51). Viviamo così concretamente con loro, specialmente con coloro che la Chiesa dichiara beati o santi, canonizzati o meno, e che costituiscono nel Cristo un’unica famiglia di figli di Dio. Ci sono utili e benevoli. «Non piangete, vi sarò più utile dopo la morte e vi aiuterò più efficacemente di quando ero in vita», diceva San Domenico ai suoi fratelli prima di morire. E Santa Teresina: «trascorrerò il mio cielo a fare del bene sulla terra».

Nel Messale Romano troviamo questa bella preghiera per i defunti, che possiamo fare nostra: «Se dai la vita agli uomini, non è perché muoiano per sempre! Se dai loro il desiderio di essere felici, significa che sono chiamati a diventarlo. Riconoscendo le nostre debolezze, ti preghiamo per i tuoi servitori e ti supplichiamo di liberarli da tutto ciò che li trattiene lontani da te: accoglili nel tuo Regno presso di te. Per Gesù Cristo nostro Signore.»

Il Signore ci faccia crescere tutti e ciascuno in questa bella comunione dei santi dalle diverse sfaccettature…

La citazione

«Se mi ami non piangere!

Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, se potessi vedere e sentire quello che io sento e vedo in questi orizzonti senza fine e in questa luce che tutto investe e penetra. Sono ormai assorbito dall’incanto di Dio dalle Sue espressioni di sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto!

Sant’Agostino

Per approfondire

Soltanto per oggi

– Durante le prossime messe mi unisco alla Chiesa visibile e invisibile, alle persone che amo, vive o defunte, e mi offro con loro al Padre.

– «E ciò vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà…»: rivolgo al Signore una preghiera di speranza per ognuna di queste anime.

– In questo mese posso pregare una novena per le anime del Purgatorio e impegnarmi a intercedere per coloro che considero come cause perse.

Letture

– La vie éternelle n’est pas ce que l’on croit, quelques vérités joyeuses sur le Ciel, Benjamin Boisson, EdB.

All’ascolto di Teresina

Dato che la messa è un principio di unità con tutti i credenti, vivi e morti, il cristiano non vi riceve mai Gesù in quanto persona singola. Sia nella carne sia nella fede egli è l’anello di collegamento di un’ascendenza e di una discendenza illimitata. Attraverso di noi possiamo così far comunicare all’altare tutti coloro che ci sono cari su questa terra e che conduciamo al Signore, affinché ne ricevano le grazie di cui hanno bisogno. Grazie alla comunione dei santi, inoltre, possiamo comunicare con tutti coloro che sono partiti verso la «Vita», poiché sono loro che ci accolgono come membri del corpo di Cristo, di cui Egli è il capo che si offre in ogni Eucaristia in compagnia dei nostri cari «defunti». Così si esprimeva Santa Teresa di Gesù bambino, rimasta orfana: «Oh! no, nel giorno della mia prima comunione l’assenza della mamma non mi rattristava: il cielo non era forse nella mia anima e la mamma non vi aveva forse preso dimora da molto tempo? Ricevendo la visita di Gesù ricevevo così anche quella della mia cara mamma, che mi benediceva rallegrandosi della mia felicità.» (Manoscritto A 35)

Il “Libro di Vita” è il testo fondante della spiritualità della Comunità. Puoi scaricarlo qui in italiano . La versione francese qui oppure puoi ordinarlo in francese da Editions des Béatitudes.

Oraison

Ces articles sur la vie d'oraison sont extraits du bulletin mensuel "Il est là !" publié à l'usage des membres de la Communauté des Béatitudes et de leurs amis. Il est rédigé par un collectif de laïcs, prêtres, frères et sœurs consacrés, membres de la Communauté, avec le désir de stimuler la vie de prière, essentielle à la vocation aux Béatitudes comme à toute vie chrétienne authentique... C'est pourquoi nous sommes heureux de vous partager ces contenus simples.

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