Vita di Preghiera: “Appartenere alla Vergine Maria” (n°6)

Una sorella testimonia: «Mi ricordo del giorno in cui ho sentito che la Comunità appartiene alla Vergine. “Niente meno“, mi dissi! Gioia e stupore hanno riempito il mio cuore e sono emerse alcune domande. Tutto si sovrapponeva nella mia testa. Gesù amava a tal punto la Comunità da donarla a sua Madre? Ai miei occhi la Comunità ne risultava onorata, arricchita, abbellita. Improvvisamente le sue radici affondavano nel Cielo! La Comunità era avvolta da Maria, come una Madre avvolge il proprio figlio per proteggerlo, esprimergli il suo amore e sussurrargli i suoi segreti, elevandolo e stringendolo al suo cuore. Che mistero e che grazia!»

Una profezia

«La Comunità appartiene alla Vergine ed è a favore dell’unità della Chiesa », disse un giorno Marta Robin a Efraim. A più riprese e in momenti nevralgici della storia della Comunità, Efraim ha ricevuto «visite mariane» che gli hanno permesso, benché protestante, di ricevere la linfa mariana della Comunità. Come noi, anche l’ordine del Carmelo ha avuto fin dagli esordi della sua storia in Terrasanta la consapevolezza di appartenere alla Santa Vergine.

Questa parola profetica fa parte dei segreti mariani di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Questa appartenenza è quindi un dono che si riceve per grazia e che noi dovremmo continuare a chiedere al Signore in una preghiera fervente, come avviene per il mistero di Israele e le altre fonti profonde della nostra spiritualità. «E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.» (2 P 1,19)

Le nostre fonti

«La nostra appartenenza alla Vergine Maria si alimenta con la spiritualità del Carmelo e con quella di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Essa si manifesta attraverso le diverse espressioni di pietà mariana.» (DG n° 20)

1. Alla scuola del Carmelo

«Carmelus totus marianus» : «il Carmelo è interamente mariano». Che bello! Non potremmo affermare anche: «Beatitudines totae marianae»: «la Comunità delle Beatitudini è interamente mariana»? Se dovessero perdere il loro amore per Maria, i carmelitani rinnegherebbero la loro identità… Non vale forse lo stesso anche per noi? Si tratta infatti proprio della nostra identità. Il beato Titus Brandsma (martire carmelitano) scrive: «Se un carmelitano vuole essere come Maria per vivere nel suo solco in una comunione più perfetta con Dio, deve realmente diventare «un’altra Maria». Deve lasciare che Maria viva in lui. Maria non deve trovarsi fuori dal carmelitano; il carmelitano, invece, deve vivere una vita che ricalchi così fortemente quella di Maria che egli vive con, in e per Maria.» (Cachés dans l’Amour – manuel de vie carmélitaine). In effetti «appartenere a» significa «essere il bene di», «dipendere da», «essere di». L’appartenenza evoca un legame così forte che finisce per colorare tutto l’insieme, una specie di marchio di famiglia, un’identità, un’imitazione fino al punto di diventare familiare e somigliante.

Ricordiamo infine che lo scapolare carmelitano evoca la protezione della Vergine Maria. In effetti quando il Carmelo stava attraversando un periodo difficile di rifondazione (gli era stata imposta una nuova forma di vita) San Simone Stock, generale dell’ordine, supplicò la Vergine. Il 16 luglio 1251 in una visione Ella gli consegnò lo scapolare, segno particolare del favore della Vergine Maria per tutti i membri del Carmelo. Ne seguì un recupero di vocazioni e un rinnovamento dell’ordine.

2. Alla scuola di San Luigi Maria Grignion de Montfort

Questo santo paragona la spiritualità mariana a un albero di vita che occorre coltivare, curare, proteggere, annaffiare. Anche se viene scosso dal vento, Maria baderà a fortificarlo, radicando nei suoi eletti una profonda umiltà. «Chi coltiva con perseveranza l’albero di vita, ossia vive con Maria, non avrà nulla da temere.» (Le secret de Marie, n° 77)

Recitando ogni mattina la consacrazione a Maria, la scegliamo come Madre e Regina, offrendole in amorevole sottomissione il nostro corpo, la nostra anima, i nostri beni interiori ed esteriori. Attiriamo così su di noi la sua regalità che ci fa servitori, figli e principi poiché «il Tesoro della Madre appartiene al figlio.» (Santa Teresina) Attraverso questa preghiera personale o comunitaria così spesso percepita e vissuta come un atto di fede e di abbandono nelle mani di Maria, le affidiamo concretamente tutta la nostra vita fraterna, il nostro lavoro e le nostre responsabilità, il nostro cammino di conversione e il nostro amore per il prossimo e per Dio, come a una governante a cui consegniamo tutto e dalla quale riceviamo tutto… Nulla è sprecato, tutto si spera.

Regina e Madre

Notiamo che fra le feste del nostro santorale comunitario, il 22 agosto festeggiamo Maria Regina. In tal modo non soltanto le apparteniamo, ma la invochiamo come Regina della nostra Comunità. Ai piedi della Croce San Giovanni non è forse una figura in cui si rispecchiano la Comunità e ciascuno di noi? Per volontà di Dio apparteniamo a Maria perché ha detto il suo «sì» senza attendere il nostro. Ma a immagine di Giovanni saremo in grado di accogliere questa volontà di Gesù di essere figli e figlie di Maria? Non soltanto a titolo individuale, ma in quanto Comunità, che ha un’anima sola, quella di chi si dona come soltanto i poveri sanno farlo, con un «sì» in quello di Maria che ci conduce a prenderla in casa nostra! Torneremo naturalmente in altri bollettini su questi temi appena accennati… Concludiamo questo bollettino con una preghiera: «Rifugio certo, lampada che brilla in mezzo alle tenebre di questo mondo, “Madre di tutte le case e di ciascuno di noi “ (Atto d’abbandono e di consacrazione a Maria, Efraim), benedetta sia tu, Maria, Madre nostra!» Prolunghiamo il nostro scambio con Maria in un cuore a cuore, prima di onorarla con un «Rallegrati, Maria», affidandole le nostre intenzioni ad alta voce e domandandole di farsi conoscere maggiormente da noi.

 

La citazione
«Se sai di essere a casa tua in sinu Matris (nel seno della Madre) e che ci rimani, dandole tutta la libertà di fare di te quello che vuole, allora comincerai inevitabilmente ad assomigliare sempre di più a Gesù.» Wilfrid Stinissen

 

Per approfondire…

Soltanto per oggi: 

  • Fra le diverse espressioni, raccolte fra i membri della Comunità ed evocanti per loro l’appartenenza della Comunità alla Vergine Maria, quali trovano maggiore eco nel mio cuore? Li lascio risuonare in me e nutrire la mia coscienza e la mia gioia di appartenere a Maria alla quale la mia Comunità appartiene.
  • Proposta: vivere uno scambio in gruppo (foyer o ramo) sul tema: «Chi è Maria per me?», al fine di approfondire il nostro legame con lei e la comunione fra di noi.

Libri:

  • Il segreto di Maria, San Luigi Maria Grignion di Montfort.
  • Apôtres de feu à la suite de Marie, père Emidio-Marie Ubaldi, Éditions des Béatitudes.
  • Le secret du Carmel – le scapulaire et la vie mariale, frère Philippe de Jésus-Marie, Éditions du Carmel.

 

Il “Libro di Vita” è il testo fondante della spiritualità della Comunità. Puoi scaricarlo qui in francese o ordinarlo da Editions des Béatitudes. La versione italiana verrà pubblicata prossimamente.

 

Presenza – Sorella – Rifugio – Avvocata – Grazia – Modello

Intimità – Dolcezza – Madre – Consacrazione

Fatima – Rosario – Protezione – Regina dello Shabbat

Rifugio – Scapolare – Fecondità – Amica –  Silenzio

Segreto rivelato – Conversione – Orazione – Medjugorje

Dono da accogliere – Speranza – Sguardo – Abbandono

Effusione dello Spirito Santo – Cammino di santità

Oraison

Ces articles sur la vie d'oraison sont extraits du bulletin mensuel "Il est là !" publié à l'usage des membres de la Communauté des Béatitudes et de leurs amis. Il est rédigé par un collectif de laïcs, prêtres, frères et sœurs consacrés, membres de la Communauté, avec le désir de stimuler la vie de prière, essentielle à la vocation aux Béatitudes comme à toute vie chrétienne authentique... C'est pourquoi nous sommes heureux de vous partager ces contenus simples.

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