I membri d’alleanza

Nella Famiglia Beatitudini, attorno alla Comunità, dei giovani, delle coppie, dei celibi, dei diaconi e dei sacerdoti diocesani, possono vivere della sua spiritualità nella loro vita quotidiana, facendo un impegno come “ membri d’alleanza”. Ci sono diversi tipi di impegno e di modalità d’appartenenza alla Famiglia Beatitudini.

Discepoli

dell’Agnello

Per i giovani dai 16 ai 30 anni, l’impegno possibile è quello come Discepoli dell’Agnello. Questi giovani che, avendo fatto un’esperienza personale di conversione, scelgono Cristo come unico Signore e Maestro della loro vita. Si ritrovano insieme regolarmente in una casa e testimoniano della loro appartenenza ai Discepoli dell’Agnello con la loro fede e con il loro impegno concreto nella Chiesa e nella società.

Amici

dell’Agnello

Gli Amici dell’Agnello sono dei fedeli o dei chierici di ogni età che vogliono vivere la spiritualità delle Beatitudini. Facendo un impegno annuale, esprimono il loro desiderio di condurre una vita di preghiera regolare basata sulla liturgia comunitaria e impegnandosi a partecipare attivamente alla vita e alla missione della Comunità. Inviare un e-mail per saperne di più

Le Fraternità

di Chierici Secolari

I membri di questa fraternità sono dei sacerdoti diocesani o religiosi che desiderano vivere della spiritualità della Comunità nel loro luogo di missione. Si ritrovano in fraternità locali con dei sacerdoti della Comunità per vivere dei tempi fraterni e delle missioni comuni.

Testimoniano

SCOPRI

ANCHE

FRATelli consacrati E SACERDOTI

LE Sorelle consacrate

i MEMBRI LAICI

Desidero ricevere le vostre newsletter (solo in francese)

    *Vous pouvez vous désabonner à tout moment en bas de chaque email (lire la politique de confidentialité).

    “Votre don sera reçu par la Fondation pour le Clergé, en faveur de la Communauté des Béatitudes et les données recueillies sur le formulaire de don serviront aux communications de la Communauté des Béatitudes et de la Fondation pour le Clergé.”

    Sr Thérèse de la Sainte Face

    testimonianza di

    Sr Thérèse de la Sainte Face

    Mi chiamo suor Thérèse della Sainte Face (in riferimento al volto di Cristo, per i non iniziati). Sono francese originaria di  Guadalupe ( le Antille),e sono  in Comunità da 25 anni. Gesù è venuto a chiamarmi sui banchi dell’università a Parigi dove studiavo matematica.

    Nella mia infanzia, ho ricevuto un’educazione religiosa di base. Quando ho lasciato la mia isola per gli studi nella  Francia metropolitana, ho cominciato ad essere autonoma  sotto tutti i punti di vista e la dimensione della fede  ne fu coinvolta. Che cristiana ero? Chi era Cristo per me? Quale posto davo all’Eucarestia nella mia vita? Era per me semplicemente una tradizione da perpetuare ?

    In questo mio continuo pormi domande un giorno incontrai  un gruppo di preghiera che mi fece da canale per un’esperienza spirituale determinante. Ho scoperto un Dio vivo e che non è per nulla lontano da ciò che vivo. Posso condividere due aspetti di quest’esperienza: davanti a Gesù nell’ostia esposta, ho gustato l’amore infinito di Dio per me, avevo incontrato Qualcuno che mi amava  in modo unico. Poi in un secondo tempo, un membro del gruppo di preghiera intercedette per me: in quel momento  rividi tutta la mia vita in un istante e  presi coscienza della fedeltà di Dio nei diversi momenti della mia vita. Ebbi l’impressione di toccare qualcosa di Dio , qualcosa di grande e di bello che niente nessuno poteva più portare via . Ebbi la certezza dell’esistenza di Dio sia fuori che soprattutto dentro di me.

    Davanti a un tale Amore  è ritornata nel mio cuore la chiamata alla vita religiosa (avvenuta all’età di 12 anni), il desiderio di dare tutta la mia vita Dio per amarLo e far conoscere il Suo Amore.

    Durante il tempo di discernimento che ne seguì,  incontrai  in facoltà provvidenzialmente una persona che stava partecipando ad un ritiro spirituale preso la Comunità delle Beatitudini .  Decisi di andarci  per cercare di capire la volontà di Dio.

    Fui  colpita dalla liturgia, dal fervore della lode , dalla qualità della vita fraterna, dalla bellezza di Dio che si trapelava dalla vita semplice dei suoi membri. Scelsi così  la Comunità  come luogo in cui realizzare e concretizzare il grande desiderio  di donarmi a Dio , e  dove contemplazione e missione si mischiano in modo forte. E non sono rimasta delusa!

    Per me, la vita religiosa è un mezzo per amare pienamente. Una via che dimostra che Dio esiste ed al  Quale vale la pena  consacrare la  vita. Ogni giorno  e imparo a lasciarmi fare a lasciarmi illuminare da Dio, ad essere sempre di più disponibile a farLo conoscere ed amare.

    “Il vento soffia dove vuole e tu senti la sua voce, ma non sai né da dove viene né dove va. Così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8). Seguire Cristo è un’avventura:  è lasciarsi senza sosta sorprendere da Dio e rimanere aperti alla novità dello Spirito …

    Suor Thérèse de la Sainte Face

    Balazs

    TESTIMONIANZA DI

    Padre Balazs

    Sono originario dell’Ungheria. Sono stato ordinato nel 2004. Dopo l’ordinazione ho studiato teologia biblica (Nuovo Testamento) a Monaco. Ho servito in diverse parrocchie e ho anche insegnato teologia biblica. Da settembre 2018 sono responsabile dei seminaristi della diocesi di Veszprém e insegno al collegio. Inoltre, sono diventato cappellano universitario: il mio ruolo è quello di raccogliere, accompagnare ed evangelizzare gli studenti.

    Conosco la Comunità delle Beatitudini da vent’anni. Fin dall’inizio ho sperimentato un vero e proprio spirito di famiglia: mi sono sentita subito a casa! La mia vocazione è quella di essere un sacerdote diocesano, ma la Comunità è per me una vera e propria casa, alla quale posso tornare per attingere forza dalla spiritualità comunitaria. Posso quindi trasmettere questa spiritualità alle persone che mi circondano.

    Quando la Fraternità dei Chierici delle Beatitudini è stata lanciata in Ungheria, ho colto immediatamente l’opportunità di essere coinvolto. È successo il 20 maggio 2015. Da allora, mi rendo sempre più conto di quanto io riceva carismi dalla Comunità e non potrei immaginare la mia vita personale e sacerdotale senza di essa.

    Padre Balazs

    Sr Thérèse de la Sainte Face

    testimonianza di

    Sr Thérèse de la Sainte Face

    Mi chiamo suor Thérèse della Sainte Face (in riferimento al volto di Cristo, per i non iniziati). Sono francese originaria di  Guadalupe ( le Antille),e sono  in Comunità da 25 anni. Gesù è venuto a chiamarmi sui banchi dell’università a Parigi dove studiavo matematica.

    Nella mia infanzia, ho ricevuto un’educazione religiosa di base. Quando ho lasciato la mia isola per gli studi nella  Francia metropolitana, ho cominciato ad essere autonoma  sotto tutti i punti di vista e la dimensione della fede  ne fu coinvolta. Che cristiana ero? Chi era Cristo per me? Quale posto davo all’Eucarestia nella mia vita? Era per me semplicemente una tradizione da perpetuare ?

    In questo mio continuo pormi domande un giorno incontrai  un gruppo di preghiera che mi fece da canale per un’esperienza spirituale determinante. Ho scoperto un Dio vivo e che non è per nulla lontano da ciò che vivo. Posso condividere due aspetti di quest’esperienza: davanti a Gesù nell’ostia esposta, ho gustato l’amore infinito di Dio per me, avevo incontrato Qualcuno che mi amava  in modo unico. Poi in un secondo tempo, un membro del gruppo di preghiera intercedette per me: in quel momento  rividi tutta la mia vita in un istante e  presi coscienza della fedeltà di Dio nei diversi momenti della mia vita. Ebbi l’impressione di toccare qualcosa di Dio , qualcosa di grande e di bello che niente nessuno poteva più portare via . Ebbi la certezza dell’esistenza di Dio sia fuori che soprattutto dentro di me.

    Davanti a un tale Amore  è ritornata nel mio cuore la chiamata alla vita religiosa (avvenuta all’età di 12 anni), il desiderio di dare tutta la mia vita Dio per amarLo e far conoscere il Suo Amore.

    Durante il tempo di discernimento che ne seguì,  incontrai  in facoltà provvidenzialmente una persona che stava partecipando ad un ritiro spirituale preso la Comunità delle Beatitudini .  Decisi di andarci  per cercare di capire la volontà di Dio.

    Fui  colpita dalla liturgia, dal fervore della lode , dalla qualità della vita fraterna, dalla bellezza di Dio che si trapelava dalla vita semplice dei suoi membri. Scelsi così  la Comunità  come luogo in cui realizzare e concretizzare il grande desiderio  di donarmi a Dio , e  dove contemplazione e missione si mischiano in modo forte. E non sono rimasta delusa!

    Per me, la vita religiosa è un mezzo per amare pienamente. Una via che dimostra che Dio esiste ed al  Quale vale la pena  consacrare la  vita. Ogni giorno  e imparo a lasciarmi fare a lasciarmi illuminare da Dio, ad essere sempre di più disponibile a farLo conoscere ed amare.

    “Il vento soffia dove vuole e tu senti la sua voce, ma non sai né da dove viene né dove va. Così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8). Seguire Cristo è un’avventura:  è lasciarsi senza sosta sorprendere da Dio e rimanere aperti alla novità dello Spirito …

    Suor Thérèse de la Sainte Face

    Balazs

    TESTIMONIANZA DI

    Padre Balazs

    Sono originario dell’Ungheria. Sono stato ordinato nel 2004. Dopo l’ordinazione ho studiato teologia biblica (Nuovo Testamento) a Monaco. Ho servito in diverse parrocchie e ho anche insegnato teologia biblica. Da settembre 2018 sono responsabile dei seminaristi della diocesi di Veszprém e insegno al collegio. Inoltre, sono diventato cappellano universitario: il mio ruolo è quello di raccogliere, accompagnare ed evangelizzare gli studenti.

    Conosco la Comunità delle Beatitudini da vent’anni. Fin dall’inizio ho sperimentato un vero e proprio spirito di famiglia: mi sono sentita subito a casa! La mia vocazione è quella di essere un sacerdote diocesano, ma la Comunità è per me una vera e propria casa, alla quale posso tornare per attingere forza dalla spiritualità comunitaria. Posso quindi trasmettere questa spiritualità alle persone che mi circondano.

    Quando la Fraternità dei Chierici delle Beatitudini è stata lanciata in Ungheria, ho colto immediatamente l’opportunità di essere coinvolto. È successo il 20 maggio 2015. Da allora, mi rendo sempre più conto di quanto io riceva carismi dalla Comunità e non potrei immaginare la mia vita personale e sacerdotale senza di essa.

    Padre Balazs

    Hajni and Tobias

    TESTIMONIANZA DI

    Hajni e Tobias

    Mi chiamo Hajni, ho 23 anni, sono ungherese e sposata da due anni. Ho appena terminato gli studi per diventare insegnante di scuola materna. Ho conosciuto la Comunità all’età di 13 anni durante un campo giovanile a Homokkomarom (Campo Mont-Thabor).

    È stato in questo campo che ho incontrato per la prima volta mio marito, Tobias. Ha 27 anni ed è un informatico. Tobias conosce la Comunità fin da quando era bambino, perché ha partecipato a diversi programmi comunitari con i suoi genitori fin dagli anni Novanta. Si sente davvero a casa nelle Beatitudini. Viviamo a Piliscsaba, una città vicino a Budapest. Attualmente siamo in attesa del nostro primo figlio. Ci piace fare escursioni insieme e partecipiamo alla vita quotidiana della nostra parrocchia.

    Abbiamo partecipato alla formazione delle Discepole dell’Agnello. La Comunità è diventata per noi un luogo di rinnovamento e di sostegno nella preghiera. È anche il luogo in cui possiamo esercitare l’apostolato: io canto nel coro durante i campi giovani e mio marito aiuta negli aspetti più tecnici dell’organizzazione.

    È per questi motivi che nel 2017 ci siamo iscritti come Amici dell’Agnello. Questo impegno dà una cornice e uno slancio spirituale alla nostra vita, facendoci gustare la bontà di Dio e dandoci la possibilità di vivere autenticamente la nostra vita cristiana nella gratitudine e nella libertà.

    Hajni e Tobias

    Hajni and Tobias

    TESTIMONIANZA DI

    Hajni e Tobias

    Mi chiamo Hajni, ho 23 anni, sono ungherese e sposata da due anni. Ho appena terminato gli studi per diventare insegnante di scuola materna. Ho conosciuto la Comunità all’età di 13 anni durante un campo giovanile a Homokkomarom (Campo Mont-Thabor).

    È stato in questo campo che ho incontrato per la prima volta mio marito, Tobias. Ha 27 anni ed è un informatico. Tobias conosce la Comunità fin da quando era bambino, perché ha partecipato a diversi programmi comunitari con i suoi genitori fin dagli anni Novanta. Si sente davvero a casa nelle Beatitudini. Viviamo a Piliscsaba, una città vicino a Budapest. Attualmente siamo in attesa del nostro primo figlio. Ci piace fare escursioni insieme e partecipiamo alla vita quotidiana della nostra parrocchia.

    Abbiamo partecipato alla formazione delle Discepole dell’Agnello. La Comunità è diventata per noi un luogo di rinnovamento e di sostegno nella preghiera. È anche il luogo in cui possiamo esercitare l’apostolato: io canto nel coro durante i campi giovani e mio marito aiuta negli aspetti più tecnici dell’organizzazione.

    È per questi motivi che nel 2017 ci siamo iscritti come Amici dell’Agnello. Questo impegno dà una cornice e uno slancio spirituale alla nostra vita, facendoci gustare la bontà di Dio e dandoci la possibilità di vivere autenticamente la nostra vita cristiana nella gratitudine e nella libertà.

    Hajni e Tobias

    TESTIMONIANZA DI

    Pauline

    Diventare un Discepolo dell’Agnello ha risposto a un mio profondo bisogno di unità e significato: che la mia vita con Cristo non fosse “viva” solo alle Beatitudini quando ero lì, ma in tutta la mia vita quotidiana. È stato anche un modo per avvicinarmi a questa Comunità che amo molto e nella quale ho trovato qualcosa che alimenta la mia fede.

    Le richieste di questo impegno non sono facili da mantenere ogni giorno, ma mi tirano su. Ho scoperto quanto sia leggero portare la croce di Cristo, che riceviamo il giorno del nostro impegno. Le riunioni dei Discepoli della Comunità sono sempre momenti di grazia in cui posso attingere nuove forze per vivere la mia fede nella vita quotidiana.

    Ora sto entrando nel mio terzo anno come Discepolo e posso dire che non sono più io a portare la croce, ma è la croce che porta la mia vita.

    Pauline

    TESTIMONIANZA DI

    Pauline

    Diventare un Discepolo dell’Agnello ha risposto a un mio profondo bisogno di unità e significato: che la mia vita con Cristo non fosse “viva” solo alle Beatitudini quando ero lì, ma in tutta la mia vita quotidiana. È stato anche un modo per avvicinarmi a questa Comunità che amo molto e nella quale ho trovato qualcosa che alimenta la mia fede.

    Le richieste di questo impegno non sono facili da mantenere ogni giorno, ma mi tirano su. Ho scoperto quanto sia leggero portare la croce di Cristo, che riceviamo il giorno del nostro impegno. Le riunioni dei Discepoli della Comunità sono sempre momenti di grazia in cui posso attingere nuove forze per vivere la mia fede nella vita quotidiana.

    Ora sto entrando nel mio terzo anno come Discepolo e posso dire che non sono più io a portare la croce, ma è la croce che porta la mia vita.

    Pauline

    Clément

    TESTIMONIANZA DI

    Clément

    Domenica 7 ottobre ho rinnovato il mio impegno come Discepolo dell’Agnello. Ecco perché.

    Perché Gesù Cristo è il mio unico Maestro. Chi altro dovrei seguire? È lui che crea tutta la mia gioia, la presenza costante nel mio cuore che rimane qualunque siano le difficoltà, i momenti di gioia o di dubbio. Quando tutte le mie certezze vengono meno, quando mi mancano i miei amici, lui è fedele e risponde sempre quando lo chiamo. Lui è la roccia su cui ancorare il mio cuore, la chiglia che stabilizza la mia vita. Non mi ha mai deluso.

    Perché solo in Gesù trovo la mia felicità. Recentemente, mentre cercavo di essere virtuosa (può succedere), mi sono resa conto che per quanto io sia perfetta, per quanto io agisca perfettamente, non sarò realizzata. L’unico modo per essere pieni di felicità è vivere nel Cuore di Gesù. Non ho mai trovato una felicità paragonabile a quella che ho sperimentato qualche volta davanti al Volto del Signore durante l’adorazione, o durante la comunione a Messa. Non c’è felicità come quella di sentire la presenza ardente di Gesù nel proprio cuore. È nel Cuore di Gesù che fiorisco, che mi scopro come il Padre mi ha voluto, che mi sento libero, conosciuto e amato. Questa presenza che abita in me è viva, è anche una parola. All’età di otto anni (a forza di chiedere), ho ricevuto la grande grazia di poter entrare in dialogo con Gesù, di discutere con lui in modo intelligibile. Oggi, dodici anni dopo, tra me e Gesù si è radicata un’amicizia molto profonda, da cui deriva la mia gioia.

    Perché voglio ancora ricevere le grazie che Dio vuole darmi. Più ricevo, più il mio desiderio cresce. Più amo Gesù, più desidero conoscerlo, approfondire i suoi misteri e rimanere nel suo amore. Più chiedo, più ricevo. Dio ha un tale desiderio di farsi conoscere e di donarsi! E basta chiedere!

    Infine, non posso tenere per me l’amore che Dio ha per gli altri. Essere un Discepolo dell’Agnello significa anche essere un testimone visibile di Gesù e di ciò che fa nella mia vita, in modo che gli altri possano vedere il grande amore che Dio vuole dare loro.

    Clément

    Clément

    TESTIMONIANZA DI

    Clément

    Domenica 7 ottobre ho rinnovato il mio impegno come Discepolo dell’Agnello. Ecco perché.

    Perché Gesù Cristo è il mio unico Maestro. Chi altro dovrei seguire? È lui che crea tutta la mia gioia, la presenza costante nel mio cuore che rimane qualunque siano le difficoltà, i momenti di gioia o di dubbio. Quando tutte le mie certezze vengono meno, quando mi mancano i miei amici, lui è fedele e risponde sempre quando lo chiamo. Lui è la roccia su cui ancorare il mio cuore, la chiglia che stabilizza la mia vita. Non mi ha mai deluso.

    Perché solo in Gesù trovo la mia felicità. Recentemente, mentre cercavo di essere virtuosa (può succedere), mi sono resa conto che per quanto io sia perfetta, per quanto io agisca perfettamente, non sarò realizzata. L’unico modo per essere pieni di felicità è vivere nel Cuore di Gesù. Non ho mai trovato una felicità paragonabile a quella che ho sperimentato qualche volta davanti al Volto del Signore durante l’adorazione, o durante la comunione a Messa. Non c’è felicità come quella di sentire la presenza ardente di Gesù nel proprio cuore. È nel Cuore di Gesù che fiorisco, che mi scopro come il Padre mi ha voluto, che mi sento libero, conosciuto e amato. Questa presenza che abita in me è viva, è anche una parola. All’età di otto anni (a forza di chiedere), ho ricevuto la grande grazia di poter entrare in dialogo con Gesù, di discutere con lui in modo intelligibile. Oggi, dodici anni dopo, tra me e Gesù si è radicata un’amicizia molto profonda, da cui deriva la mia gioia.

    Perché voglio ancora ricevere le grazie che Dio vuole darmi. Più ricevo, più il mio desiderio cresce. Più amo Gesù, più desidero conoscerlo, approfondire i suoi misteri e rimanere nel suo amore. Più chiedo, più ricevo. Dio ha un tale desiderio di farsi conoscere e di donarsi! E basta chiedere!

    Infine, non posso tenere per me l’amore che Dio ha per gli altri. Essere un Discepolo dell’Agnello significa anche essere un testimone visibile di Gesù e di ciò che fa nella mia vita, in modo che gli altri possano vedere il grande amore che Dio vuole dare loro.

    Clément

    TESTIMONIANZA DI

    Marie

    Ho 30 anni. Sono sposata e ho tre figli di 5, 3 e un neonato. Mio marito non è battezzato, anche se ci siamo sposati in Chiesa e i nostri figli lo sono. Sono un insegnante di scuola superiore.

    Ho preso il mio primo impegno come Amico della casa dell’Agnello di Nouan-le-Fuzelier nel febbraio 2014. Da allora l’ho rinnovato ogni anno.

    Nel 2005 ho conosciuto la Comunità delle Beatitudini ed è stato amore a prima vista. Come musicista, sono stato immediatamente sedotto dai canti e dalla bellezza della liturgia. Con il passare del tempo, mi sono avvicinata alla Comunità e quando, nel 2007, la responsabile della casa di riposo che frequentavo mi ha parlato di questo impegno come Amica dell’Agnello, mi ha subito colpito. Questo impegno corrispondeva esattamente al legame che volevo mantenere con la Comunità. Alla fine, le cose sono andate diversamente e, dopo una lontananza geografica e spirituale di qualche tempo, ho ritrovato la strada della Comunità nel 2011, in occasione della GMG di Madrid. E subito si è sentita di nuovo la chiamata a diventare un Amico dell’Agnello. Sembrava essenziale per il mio equilibrio spirituale. Ho capito che ho bisogno che la Comunità mi riporti sempre a Gesù e che era importante per me avere un ruolo, un posto nella Comunità.

    Ogni giorno questo impegno mi dà un sostegno incondizionato, la certezza di avere fratelli e sorelle che mi portano nelle loro preghiere e il piacere di stare veramente insieme come una famiglia durante i fine settimana in casa. Ho anche la gioia di aver potuto “esportare” le Serate dei Petali di Rosa nella mia parrocchia: ogni anno, in ottobre, due membri della Comunità vengono con me a guidare questa veglia che ormai è radicata nella cultura parrocchiale da cinque anni!

    Marie

    TESTIMONIANZA DI

    Marie

    Ho 30 anni. Sono sposata e ho tre figli di 5, 3 e un neonato. Mio marito non è battezzato, anche se ci siamo sposati in Chiesa e i nostri figli lo sono. Sono un insegnante di scuola superiore.

    Ho preso il mio primo impegno come Amico della casa dell’Agnello di Nouan-le-Fuzelier nel febbraio 2014. Da allora l’ho rinnovato ogni anno.

    Nel 2005 ho conosciuto la Comunità delle Beatitudini ed è stato amore a prima vista. Come musicista, sono stato immediatamente sedotto dai canti e dalla bellezza della liturgia. Con il passare del tempo, mi sono avvicinata alla Comunità e quando, nel 2007, la responsabile della casa di riposo che frequentavo mi ha parlato di questo impegno come Amica dell’Agnello, mi ha subito colpito. Questo impegno corrispondeva esattamente al legame che volevo mantenere con la Comunità. Alla fine, le cose sono andate diversamente e, dopo una lontananza geografica e spirituale di qualche tempo, ho ritrovato la strada della Comunità nel 2011, in occasione della GMG di Madrid. E subito si è sentita di nuovo la chiamata a diventare un Amico dell’Agnello. Sembrava essenziale per il mio equilibrio spirituale. Ho capito che ho bisogno che la Comunità mi riporti sempre a Gesù e che era importante per me avere un ruolo, un posto nella Comunità.

    Ogni giorno questo impegno mi dà un sostegno incondizionato, la certezza di avere fratelli e sorelle che mi portano nelle loro preghiere e il piacere di stare veramente insieme come una famiglia durante i fine settimana in casa. Ho anche la gioia di aver potuto “esportare” le Serate dei Petali di Rosa nella mia parrocchia: ogni anno, in ottobre, due membri della Comunità vengono con me a guidare questa veglia che ormai è radicata nella cultura parrocchiale da cinque anni!

    Marie

    TESTIMONIANZA DI

    Terez

    Sono ungherese, ho 23 anni e attualmente studio per diventare insegnante a Budapest.

    L’anno scorso ho partecipato per la seconda volta al Tabor Festival, un campo giovanile della Comunità delle Beatitudini a Homokkomarom, in Ungheria.  Questo campo è stato molto benedetto: mi sono sentita molto vicina a Dio e ho ricevuto molte grazie. La mia sorellina era già una Discepola dell’Agnello e mi aveva parlato spesso della formazione, dell’atmosfera, delle sue esperienze e del tempo trascorso con Dio, tanto che alla fine dell’estate decisi di far parte anch’io della Comunità: volevo tornare a Homokkomarom, volevo essere una Discepola dell’Agnello!

    Conoscevo già la spiritualità e le preghiere della Comunità delle Beatitudini grazie ai miei genitori, anch’essi membri della Comunità. Per questo mi sento davvero a casa qui.

    Attualmente sono al secondo anno di formazione. Da quando faccio parte della Comunità, ho stretto molte relazioni preziose e ho ricevuto molto da Dio. Ho scoperto nuove prospettive che mi aiutano nel mio rapporto con Dio. Ha rafforzato la mia fede e mi ha insegnato a diventare un cristiano più maturo e consapevole della fede. Ho potuto anche sperimentare la felicità di stare insieme, in comunità, con le sorelle e con gli altri!

    Il mio impegno è stato molto intenso. Sono felice di aver potuto dire un “sì” consapevole a Dio. Questo impegno mi dà molta forza e mi sostiene nel mio cammino per avvicinarmi sempre più al Buon Dio! Perseverare quotidianamente a volte è una vera lotta, ma l’impegno è un punto sicuro a cui posso sempre tornare. Inoltre, non sono sola e questo mi rafforza: prendiamo questo impegno insieme, siamo in comunione e possiamo rafforzarci a vicenda attraverso le nostre esperienze e le nostre lotte quotidiane.

    Terez

    TESTIMONIANZA DI

    Terez

    Sono ungherese, ho 23 anni e attualmente studio per diventare insegnante a Budapest.

    L’anno scorso ho partecipato per la seconda volta al Tabor Festival, un campo giovanile della Comunità delle Beatitudini a Homokkomarom, in Ungheria.  Questo campo è stato molto benedetto: mi sono sentita molto vicina a Dio e ho ricevuto molte grazie. La mia sorellina era già una Discepola dell’Agnello e mi aveva parlato spesso della formazione, dell’atmosfera, delle sue esperienze e del tempo trascorso con Dio, tanto che alla fine dell’estate decisi di far parte anch’io della Comunità: volevo tornare a Homokkomarom, volevo essere una Discepola dell’Agnello!

    Conoscevo già la spiritualità e le preghiere della Comunità delle Beatitudini grazie ai miei genitori, anch’essi membri della Comunità. Per questo mi sento davvero a casa qui.

    Attualmente sono al secondo anno di formazione. Da quando faccio parte della Comunità, ho stretto molte relazioni preziose e ho ricevuto molto da Dio. Ho scoperto nuove prospettive che mi aiutano nel mio rapporto con Dio. Ha rafforzato la mia fede e mi ha insegnato a diventare un cristiano più maturo e consapevole della fede. Ho potuto anche sperimentare la felicità di stare insieme, in comunità, con le sorelle e con gli altri!

    Il mio impegno è stato molto intenso. Sono felice di aver potuto dire un “sì” consapevole a Dio. Questo impegno mi dà molta forza e mi sostiene nel mio cammino per avvicinarmi sempre più al Buon Dio! Perseverare quotidianamente a volte è una vera lotta, ma l’impegno è un punto sicuro a cui posso sempre tornare. Inoltre, non sono sola e questo mi rafforza: prendiamo questo impegno insieme, siamo in comunione e possiamo rafforzarci a vicenda attraverso le nostre esperienze e le nostre lotte quotidiane.

    Terez