MEMBRI LAICI SPOSATI E CELIBI

Un pressante appello

Il Ramo laico é composto da uomini e donne, laici (sposati, celibi o consacrati con voto di celibato) e chierici (diaconi permanenti) che, rispondendo ad una chiamata del Signore, vogliono seguirlo vivendo secondo il carisma della Comunità delle Beatitudini. Essi vogliono così consacrare la loro vita al Signore, vivendo lo spirito dei consigli evangelici (povertà, castità ed obbedienza) e lo spirito delle Beatitudini (cf.  Mt 5,1-12) per essere nel mondo testimoni del Vangelo e segni del Regno che viene.

Così la loro scelta di impegnarsi nella Comunità é una risposta ad un pressante appello indirizzato dalla Chiesa ai laici fin dal Concilio Vaticano II per seguire la chiamata alla santità, che sgorga dalla grazia battesimale e per partecipare pienamente alla missione della Chiesa.

La vita fraterna e comunitaria

Coppie, famiglie e celibi scelgono di vivere una certa forma di vita comunitaria e fraterna compatibile con la loro vocazione propria.

Sono possibili diverse modalità per un impegno unico, per permettere ai laici di perseverare nella loro chiamata, secondo i diversi vincoli che la loro situazione di vita imporrà loro lungo la loro esistenza.

  • Possono scegliere di vivere in maisonnée, in seno ad una casa dove avranno dei luoghi di vita propri. Le famiglie vivono in appartamenti o in case. Vivono la vita comunitaria quotidianamente. Certi tempi sono vissuti in seno al loro Ramo, altri con tutti gli altri membri della casa.
  • Altri scelgono di vivere all’esterno di una casa nella loro propria abitazione. Partecipano così alla vita di una casa in modo settimanale per annessione.
  • Infine, certi possono costituire una fraternità proponendo una vita comunitaria settimanale. In questo caso questi non vivono su uno stesso luogo e gli incontri possono farsi da l’uno o dall’altro o in un luogo fraterno comune a tutti.

La vita di preghiera

Le coppie o i celibi della Comunità scelgono di tendere ad una vita di preghiera profonda e continua. A causa del loro impegno familiare e professionale, devono sviluppare una vita di preghiera in ogni luogo e in ogni tempo. Nondimeno cercano di preservare, nel cuore della loro giornata, un tempo per Dio solo, ricordandosi che il cuore a cuore dell’orazione e della Parola di Dio è la sorgente di ogni fecondità. Partecipano per quanto possibile alla vita liturgica della Comunità ma hanno a cuore ugualmente di sviluppare una vera vita di preghiera personale, familiare, e coniugale.

Il lavoro

I laici della Comunità esercitano un’attività professionale nella società civile, nella Chiesa o in un apostolato della Comunità in legame con i frati e le suore. Le famiglie sovvengono ai loro propri bisogni cosi che a quelli dei loro figli.

Essi vivono il lavoro e la loro inserzione nella società come una missione per esservi testimoni dei valori del Vangelo ed essere segni dalla misericordia di Cristo per tutti.

LA MISSIONE

La coppie ed i celibi, che hanno a cuore l’evangelizzazione o la compassione, partecipano in primo luogo attivamente alla missione e agli apostolati della Comunità, in comunione con i sacerdoti i frati e le suore.

Alcuni possono avere delle missioni affidate dalla Comunità o delle missioni personali.

Un documento per un impegno personale

Il documento per un impegno personale esprime l’impegno di ogni membro laico  di fronte a Dio e alla Comunità all’interno del Ramo.

Questo documento viene redatto generalmente per la durata di un anno scolastico da ogni membro laico, in dialogo con il suo responsabile. Si terrà conto del livello di impegno, della situazione professionale, del luogo di vita, della vita fraterna e di preghiera, della vita apostolica, della formazione.

IL TESTIMONE

LAICO

SCOPRI ANCHE

ANCHE

FRATI E SACERDOTI

I MEMBRI D’ALLEANZA

Desidero ricevere le newsletter in francese

    *È possibile annullare l’iscrizione in qualsiasi momento in fondo a ogni e-mail (leggere l’informativa sulla privacy).

    “Votre don sera reçu par la Fondation pour le Clergé, en faveur de la Communauté des Béatitudes et les données recueillies sur le formulaire de don serviront aux communications de la Communauté des Béatitudes et de la Fondation pour le Clergé.”

    témoignage de

    Jaime et Laurence

    Nous sommes mariés et avons trois enfants de 15 à 9 ans. Nous sommes d’origine française, italienne et espagnole ! Nous sommes actuellement en mission à la Réunion. Entrés à la Communauté en 1995 et 1996, comme célibataires tous les deux, et après notre rencontre, nous nous sommes fiancés et mariés à la Communauté.

    En 2002 nous avons voulu prendre le temps de construire notre famille et après treize années, nous avons réintégré la Communauté. Les différentes modalités de vie communautaire sont bien adaptées à notre vie familiale et nous pouvons pleinement y servir le Seigneur.

    Nous vivons dans une maison qui se trouve à sept minutes à pied du foyer des frères. Cette proximité géographique est capitale pour nous et nous permet de participer aux offices et à la vie fraternelle de manière très souple par rapport à notre organisation familiale. Le foyer communautaire demeure le lieu de la communion (vie de prière, temps fraternels et missionnaires). La communion des états de vie est un véritable défi à relever aujourd’hui et demain pour évangéliser et annoncer la bonne nouvelle du Christ.

    Nous sommes, pour Jaime, professeur d’espagnol, et pour Laurence, formatrice et consultante en communication. Notre vie professionnelle nous permet de subvenir aux besoins de notre famille, mais est aussi une mission, celle de témoigner de notre foi par des gestes, des actes et des paroles simples.

    La vie avec le Seigneur est une aventure extraordinaire !

    Jaime et Laurence

    testimonianza di

    Jaime e Laurence

    Siamo sposati e abbiamo tre figli di età compresa tra i 15 e i 9 anni. Siamo di origine francese, italiana e spagnola! Attualmente siamo in missione nell’Isola della Riunione. Siamo entrati nella Comunità nel 1995 e nel 1996, entrambi come single, e dopo esserci conosciuti ci siamo fidanzati e sposati nella Comunità.

    Nel 2002 abbiamo voluto dedicare del tempo alla costruzione della nostra famiglia e, dopo tredici anni, siamo tornati nella Comunità. Le diverse forme di vita comunitaria si adattano bene alla nostra vita familiare e possiamo servire pienamente il Signore.

    Viviamo in una casa che dista sette minuti a piedi dalla casa dei fratelli. Questa vicinanza geografica è molto importante per noi e ci permette di partecipare ai servizi e alla vita fraterna in modo molto flessibile rispetto alla nostra organizzazione familiare. La casa della comunità rimane il luogo della comunione (vita di preghiera, tempi fraterni e missionari). La comunione degli stati di vita è una vera sfida da raccogliere oggi e domani per evangelizzare e annunciare la buona novella di Cristo.

    Jaime è un insegnante di spagnolo e Laurence è un formatore e consulente in comunicazione. La nostra vita professionale ci permette di provvedere alla nostra famiglia, ma è anche una missione, quella di testimoniare la nostra fede attraverso semplici gesti, azioni e parole.

    La vita con il Signore è un’avventura straordinaria!

    Jaime e Laurence

    témoignage de

    Valérie

    Originaire de Paris, je suis entrée à la Communauté il y a une vingtaine d’années. Je finissais mes études en Lettres modernes et en Histoire à la Sorbonne.

     

    J’avais tout pour être heureuse mais je cherchais désespérément un sens à ma vie. J’avais juste oublié l’essentiel : Dieu.

    La Sainte Vierge est venue me chercher dans toutes mes impasses et a commencé à me conduire pas à pas pour me faire revenir à l’Eglise et me permettre de découvrir la Communauté. Inscrite à un camp de jeunes au Liban pendant l’été 1997, ce fut une expérience décisive suivie rapidement d’une année Nazareth (un temps pour Dieu proposé aux jeunes pour discerner leur vocation).

    J’ai senti clairement un appel aux Béatitudes car, aspirant à l’union à Dieu à l’école du Carmel, j’étais très attirée par la spiritualité mariale et la beauté de la liturgie. J’y ai découvert la joie de la vie fraternelle et l’accueil des pauvres, une vie simple et sobre comme remède au matérialisme, le tout cimenté par la prière liturgique et l’adoration eucharistique. Bref, tout me semblait familier et attirant. Une évidence s’est vite imposée à moi : après deux années de recherche, j’avais enfin trouvé ma famille spirituelle.

    Aujourd’hui, je vis mon appel communautaire au sein de la Branche laïque en ayant fait un vœu de célibat pour le Royaume. Cet appel me permet de vivre ma consécration et d’être pleinement épouse du Christ dans un discret témoignage, tout en exerçant un métier que j’aime.

    Je travaille en effet aux Editions des Béatitudes à Nouan-le-Fuzelier. Un cadeau vraiment providentiel car, à la fin de mes études littéraires, je me destinais justement aux métiers de l’édition… Le Seigneur m’a redonné cela après m’avoir demandé de tout quitter pour Le suivre. C’est une grande joie de pouvoir vivre l’intégralité de la vie communautaire tout en exerçant sur place un métier sur mesure ! Ce travail est aussi l’occasion de pouvoir participer à une œuvre d’évangélisation par le media du livre qui m’a toujours passionnée.

    Enfin, une autre chose qui me tient à cœur : la musique et le chant en particulier. J’ai la joie de faire partie de l’équipe des chantres pour animer les offices et les messes au service de la Communauté et des retraitants qui la visitent. Aider les autres à prier grâce à la musique, c’est tellement beau !

    Tout mon cheminement pourrait se résumer en une phrase : « Approchez-vous de Lui et Il s’approchera de vous. » (Jc 4,8) C’est par le Cœur de Marie que j’ai pu entrer dans l’intimité du Cœur de Jésus. Deo gratias !

    Valérie

    testimonianza di

    Valérie

    Originaria di Parigi, sono entrata a far parte della Comunità circa vent’anni fa. Stavo terminando i miei studi in Letteratura e Storia moderna alla Sorbona.

    Avevo tutto per essere felice, ma cercavo disperatamente un senso alla mia vita. Avevo solo dimenticato l’essenziale: Dio.

    La Madonna è venuta a cercarmi in tutti i miei vicoli ciechi e ha iniziato a ricondurmi passo dopo passo alla Chiesa e a scoprire la Comunità. Iscritta a un campo giovanile in Libano nell’estate del 1997, è stata un’esperienza decisiva seguita rapidamente da un anno di Nazareth (un tempo di Dio offerto ai giovani per discernere la loro vocazione).

    Ho sentito chiaramente la chiamata alle Beatitudini perché, aspirando all’unione con Dio alla scuola del Carmelo, ero molto attratto dalla spiritualità mariana e dalla bellezza della liturgia. Ho scoperto la gioia della vita fraterna e l’accoglienza dei poveri, una vita semplice e sobria come rimedio al materialismo, il tutto cementato dalla preghiera liturgica e dall’adorazione eucaristica. In breve, tutto sembrava familiare e attraente. Ben presto mi fu chiaro che, dopo due anni di ricerca, avevo finalmente trovato la mia famiglia spirituale.

    Oggi vivo la mia chiamata comunitaria all’interno del ramo dei laici, avendo fatto voto di celibato per il Regno. Questa chiamata mi permette di vivere la mia consacrazione e di essere pienamente sposa di Cristo in una testimonianza discreta, esercitando una professione che amo.

    Lavoro presso le Editions des Béatitudes a Nouan-le-Fuzelier. È un dono davvero provvidenziale perché, al termine dei miei studi letterari, ero destinata a una carriera editoriale… Il Signore mi ha dato questo dopo avermi chiesto di lasciare tutto per seguirlo. È una grande gioia poter vivere tutta la vita della comunità facendo un lavoro su misura per me! Questo lavoro è anche un’opportunità per partecipare a un’opera di evangelizzazione attraverso il mezzo dei libri, che mi ha sempre affascinato.

    Infine, un’altra cosa che mi sta a cuore: la musica e il canto in particolare. Ho la gioia di far parte dell’équipe di cantori che animano le funzioni e le messe al servizio della Comunità e dei ritiranti che la visitano. Aiutare gli altri a pregare attraverso la musica è così bello!

    Tutto il mio percorso potrebbe essere riassunto in una frase: “Avvicinatevi a Lui ed Egli si avvicinerà a voi” (Gc 4,8). (Gc 4,8) È attraverso il Cuore di Maria che ho potuto entrare nell’intimità del Cuore di Gesù. Deo gratias!

    Valerie

    Bart et Veerle

    témoignage de

    Bart et Veerle

    Nous nous sommes mariés en 1993, et avons trois enfants. Belges néerlandophones, nous habitons en Flandres (Belgique).

    C’est comme « touristes », en visitant l’abbaye Saint-Martin-du-Canigou, que nous avons fait la rencontre de la Communauté des Béatitudes. La joie, la beauté de la liturgie et la communion des états de vie nous ont tout de suite interpellés.

    Dans notre quête spirituelle, nous avons beaucoup cherché ! Et c’est dans la Communauté que nous avons vraiment rencontré le Christ ! Whaou ! Quel changement dans notre vie. Nous avons découvert la diversité de la prière et de la spiritualité : vêpres byzantines, entrée en shabbat, danses d’Israël, renouveau charismatique, spiritualité carmélitaine. Et avec l’internationalité, la Communauté a formidablement élargi notre regard sur le monde.

    Dans la Communauté des Béatitudes nous aimons cet équilibre entre la vie contemplative et la vie active et missionnaire. A la fois la prière intérieure, l’adoration, le silence, mais aussi la louange et la prière charismatique.

    Quelle belle unité !

    Bart et Veerle

    Bart et Veerle

    testimonianza di

    Bart e Veerle

    Ci siamo sposati nel 1993, e abbiamo tre figli. Siamo belgi  di lingua olandese ed abitiamo nelle Fiandre.

    Un giorno da “turisti” visitammo l’abbazia di Saint-Martin-du-Canigou, dove  incontrammo per la prima volta la Comunità delle Beatitudini.

    Fummo subito rapiti dalla  gioia dei fratelli e delle sorelle , dalla bellezza della liturgia e dalla comunione degli stati di vita.

    Abbiamo cercato molto la nostra dimensione spirituale! Ma solo  nella Comunità  abbiamo  incontrato Cristo!! Wow! La nostra vita ha subito un radicale cambiamento . Abbiamo scoperto la diversità della preghiera e della spiritualità: vespri bizantini, ingresso nel giorno di shabbat, danze d’Israele, rinnovamento carismatico, spiritualità carmelitana. E con l’internazionalità, la Comunità ha in modo formidabile  allargato il nostro sguardo sul mondo.

    Della Comunità delle Beatitudini amiamo l’equilibrio tra  vita contemplativa e  vita attiva e missionaria. Ma anche  la preghiera interiore, l’adorazione, il silenzio, la lode e la preghiera carismatica. Che bella unità!

    Bart e Veerle

    témoignage de

    Joumana

    Je suis Joumana du Liban. J’ai rejoint la Communauté il y a quatorze ans déjà, à l’âge de 25 ans. Avant cela, j’étais prof de philosophie pour des classes de terminales, et assistante de production dans des programmes culturels télévisés.

    Ayant vécu des phases de remise en question de ma foi d’une part, aimant beaucoup la vie et rêvant de projets d’études avancés et de mariage d’autre part, j’étais loin de penser qu’un jour je « tomberais amoureuse de Dieu » et que cet amour m’appellerait à tout abandonner, et à tout donner.

    En pleine recherche de « la vérité », je lance à 20 ans un défi dans l’absolu : « si la philosophie me prouve que Dieu existe, je croirais, sinon, c’en est fini pour la foi ». Me prenant à la lettre, Dieu s’approcha de moi dans un premier temps à travers la philosophie… Ayant été invitée un samedi soir aux vêpres à la Communauté par un frère qui étudiait avec moi, le Dieu des philosophes acheva de découvrir son visage plein d’amour et de toucher mon cœur par la beauté qui émanait du lieu, des visages, des chants… et des prières spontanées : ce soir-là j’ai compris que son nom est « Seigneur », et qu’il est « la Vérité ».

    A 24 ans, la visite des reliques de Thérèse au Liban remit sur mon chemin la Communauté, et je découvris avec joie le programme tout neuf des retraites qu’elle venait de mettre en place. De retraite en retraite la folie d’un appel retentissait en moi et faisait tomber tous les autres désirs déjà présents. La force de ma résistance égalait celle de mon attirance vers cet amour que nul autre n’égalait, et jour après jour je me laissais envahir par ce désir unique : « Aimer, c’est tout donner et se donner soi-même ». Tout dans la Communauté parlait à mon cœur ! Alors j’ai dit oui, et je ne l’ai jamais regretté.

     « Il n’y a pas de plus grand amour que de donner sa vie pour ses amis »… pas de plus grand bonheur non plus, car « qui est en Dieu, ne manque de rien » !

    Joumana

    testimonianza di

    Joumana

    Sono Joumana del Libano. Ho raggiunto la Comunità 14 anni fa, all’età di 25 anni. Prima  ero professore di filosofia nell’ultimo anno delle superiori e assistente di produzione per i programmi culturali televisivi.

    Ho  vissuto fasi della mia vita dove ho messo tutto in discussione:  di rimessa in questione: da un lato pensavo di continuare gli studi e fare carriera, dall’altro amavo l’idea del matrimonio. In ogni caso ero  lontana dal pensare che un giorno “sarei stata rapita dall’ amore di Dio”  che mi  avrebbe addirittura chiesto  di abbandonare tutto e seguirlo.

    In piena ricerca della “verità”, lanciai  a vent’anni una sfida : mi dissi – se la filosofia mi dimostra che Dio esiste, allora  crederò, altrimenti chiuderò definitivamente con la fede. Dio mi prese alla lettera avvicinandosi a me proprio  attraverso la filosofia … Un sabato sera  fui invitata da un frate della Comunità che studiava con me .  In quell’occasione  il Dio dei filosofi scoprì integralmente il suo volto pieno d’amore e  toccò  il mio cuore  con la bellezza che emanavano  quel  luogo, quei volti, quei canti quelle preghiere spontanee:  capiì che il suo nome era ” Signore”, e che Egli era “la Verità”.

    A 24 anni, la visita delle reliquie di Santa Teresina in Libano rimise sul mio cammino la Comunità, e riscoprii con gioia il programma nuovo dei ritiri che avevano appena pubblicato. Di ritiro in ritiro, la follia di una vocazione risuonava in me e faceva cadere tutti gli altri desideri. La forza della mia resistenza era uguale a quella dell’attrazione verso questo Amore impareggiabile, e giorno dopo giorno mi lasciai invadere da questo  unico desiderio : “Amare, e donare tutto e donare tutto se stesso”. Tutto nella Comunità parlava al mio cuore! Allora dissi di sì, e non ho mai  avuto rimpianti.

    “Non c’è amore più grande che di dare la vita per i propri amici”… Non c’è neanche felicità più grande, perché “chi è in Dio, non manca di nulla”!

    Joumana

    Guillem et Esther

    témoignage de

    Guillem et Esther

    Nous sommes Guillem et Esther. Originaires de Barcelone, nous sommes rentrés à la Communauté lorsque nous étions fiancés en 1995. Esther avait fait des études d’institutrice et de pianiste et Guillem des études de journalisme. Nous avions connu la Communauté aux sessions d’été qu’elle organisait à Lourdes. Puis nous l’avons fréquentée en allant régulièrement faire des séjours dans la maison de Saint Martin du Canigou à 250 kms de chez nous.

    Esther : moi j’étais touchée par la vie de prière, la vie fraternelle et par l’eschatologie : « voir le Peuple de Dieu (frères, sœurs, familles, prêtres), vivre le Royaume au milieu de nous » : cela se sentait, se respirait, se voyait…
    Guillem : ce qui me touchait c’était la dimension de mission et d’évangélisation. On voyait que la fécondité des missions de la Communauté prenait sa source dans la vie de prière.

    Nous portions tous les deux un désir de consacrer notre couple à Dieu et au service de son Royaume. Le Seigneur nous a montré la Communauté et son charisme comme la réponse à ce désir profond qui nous habitait.

    Esther : cette évidence m’est apparue en premier. J’ai attendu et prié que le moment vienne pour Guillem.
    Guillem : pendant une Semaine Sainte à la Communauté à l’abbaye Saint-Martin, en faisant du jardinage, j’ai ressenti moi aussi cet appel !

    Nous avons passé neuf ans en vie communautaire résidentielle, pendant lesquelles nous avons poursuivi nos études par de la psychopédagogie pour Esther et de la théologie pour Guillem. Et en 2004, nous avons été envoyés pour fonder la Communauté en Espagne dans le diocèse de Segorbe-Castellon. C’est là qu’après dix ans de mariage, le Seigneur nous a bénis avec l’arrivée de notre fille, cadeau de la Vierge Marie. Cela nous a préparés à l’apostolat que nous vivons aujourd’hui auprès des jeunes mamans célibataires en difficulté.

    Aujourd’hui, nous travaillons tous les deux comme institutrice et au service de la communication du diocèse. Nous proposons aussi des veillées de prière, des retraites et des sessions toute l’année.

    Nous vivons une réalité missionnaire qui est nourrie par une vie d’amitié avec Dieu, par la prière, les sacrements, la conversion continuelle.

    Quand on est en mission, le Seigneur nous fait vivre une pauvreté à tous les niveaux. Cela n’est pas toujours facile, mais nous expérimentons que plus on est pauvre, plus on est riche, et plus grandit en nous la certitude que le Seigneur Seul agit dans les cœurs au milieu du monde.

    Guillem et Esther

    Guillem et Esther

    testimonianza di

    Guillem e Esther

    Siamo Guillem ed Esther. Originari di Barcellona, siamo tornati nella Comunità quando ci siamo fidanzati nel 1995. Esther aveva studiato per diventare insegnante e pianista e Guillem aveva studiato giornalismo. Avevamo conosciuto la Comunità durante le sessioni estive che organizzava a Lourdes. Poi siamo andati regolarmente nella casa di Saint Martin du Canigou, a 250 km da casa nostra.

    Ester: sono stata toccata dalla vita di preghiera, dalla vita fraterna e dall’escatologia: “vedere il Popolo di Dio (fratelli, sorelle, famiglie, sacerdoti), vivere il Regno in mezzo a noi”: lo sentivi, lo respiravi, lo vedevi…
    Guillem: Ciò che mi ha colpito è stata la dimensione della missione e dell’evangelizzazione. Abbiamo potuto constatare che la fecondità delle missioni della Comunità è radicata nella vita di preghiera.

    Entrambi avevamo il desiderio di consacrare la nostra coppia a Dio e al servizio del suo Regno. Il Signore ci ha mostrato la Comunità e il suo carisma come la risposta a questo nostro profondo desiderio.

    Esther: questa prova mi è apparsa per prima. Ho aspettato e pregato che arrivasse il momento per Guillem.
    Guillem: durante una Settimana Santa in Comunità all’Abbazia di Saint Martin, mentre facevo giardinaggio, anch’io ho sentito questa chiamata!

    Abbiamo trascorso nove anni di vita comunitaria residenziale, durante i quali abbiamo continuato i nostri studi con la psicopedagogia per Ester e la teologia per Guillem. Nel 2004 siamo stati inviati a fondare la Comunità in Spagna, nella diocesi di Segorbe-Castellon. Lì, dopo dieci anni di matrimonio, il Signore ci ha benedetto con l’arrivo di nostra figlia, un dono della Vergine Maria. Questo ci ha preparato all’apostolato che stiamo vivendo oggi con le giovani madri sole in difficoltà.

    Oggi lavoriamo entrambi come insegnanti e nel dipartimento di comunicazione della diocesi. Offriamo anche veglie di preghiera, ritiri e sessioni durante tutto l’anno.

    Viviamo una realtà missionaria che si nutre di una vita di amicizia con Dio, di preghiera, di sacramenti e di continua conversione.

    Quando siamo in missione, il Signore ci fa vivere una povertà a tutti i livelli. Non è sempre facile, ma sperimentiamo che più siamo poveri, più siamo ricchi e più siamo certi che solo il Signore è all’opera nei nostri cuori in mezzo al mondo.

    Guillem e Esther

    Julie

    testimony of

    Julie

    De nationalité libanaise, je vis dans la maison communautaire de Gharzouz, au Liban, depuis deux ans. Je suis architecte d’intérieur depuis 2012. J’ai ressenti un fort appel de Dieu il y a plusieurs années, et après un long discernement, j’ai réalisé que cet appel reposait sur plusieurs points : une vie de prière intense et un désir d’union avec Dieu, une vie fraternelle (c’est-à-dire en communauté) avec la communion de tous les états de vie (mixtes), un rayonnement missionnaire et un don total de moi-même tout en restant en contact avec le monde. 

    Mais dans quelle communauté ?
    Un jour, un ami m’a proposé d’aider les frères et sœurs de la maison Gharzouz dans une de leurs missions (l’organisation de journées spirituelles pour les écoles pendant le Carême). C’est à ce moment-là que j’ai vraiment fait connaissance avec la Communauté de près. Petit à petit, j’ai réalisé qu’elle correspondait à ce que je voulais et j’ai décidé de rejoindre la Communauté. 

    Je vis ma vocation dans tout ce que je fais :

    • dans une vie de prière avec l’eucharistie et l’adoration quotidiennes, avec les différents services divins (ainsi que le triduum pascal) qui renforcent ma relation avec Dieu, approfondissant toujours plus ma confiance en Lui.
    • enfin, dans les missions d’évangélisation, qui m’apprennent à devenir un vrai disciple : la joie de faire goûter aux autres le Royaume des Cieux et d’intercéder pour le monde qui a besoin de beaucoup de prière.

    Oh je n’oublie pas les petits combats de chaque jour qui m’enracinent dans ma vocation pour m’ouvrir les portes de la sainteté.

    “Une âme unie à Jésus est un sourire vivant qui le rayonne et le donne” (Sainte Elisabeth de la Trinité).

    Julie

    Julie

    testimonianza di

    Julie

    Sono di nazionalità libanese e vivo da due anni nella casa della comunità di Gharzouz in Libano. Sono un interior designer dal 2012. Ho sentito una forte chiamata da parte di Dio diversi anni fa e, dopo un lungo discernimento, ho capito che questa chiamata si basava su diversi punti: un’intensa vita di preghiera e un desiderio di unione con Dio, una vita fraterna (cioè in comunità) con la comunione di tutti gli stati di vita (misti), un’uscita missionaria e un dono totale di me stesso rimanendo in contatto con il mondo.

    Ma in quale comunità?
    Un giorno, un amico si è offerto di aiutare i fratelli e le sorelle della casa di Gharzouz in una delle loro missioni (l’organizzazione di giornate spirituali per le scuole durante la Quaresima). È stato allora che ho conosciuto da vicino la Comunità. A poco a poco ho capito che era quello che volevo e ho deciso di entrare nella Comunità.

    Vivo la mia vocazione in tutto ciò che faccio:

    in una vita di preghiera con l’Eucaristia e l’adorazione quotidiane, con i diversi servizi divini (così come il triduo pasquale) che rafforzano il mio rapporto con Dio, approfondendo sempre più la mia fiducia in Lui.
    Infine, nelle missioni di evangelizzazione, che mi insegnano a diventare un vero discepolo: la gioia di dare agli altri un assaggio del Regno dei Cieli e di intercedere per il mondo che ha bisogno di molta preghiera.

    Oh, non dimentico le piccole lotte di ogni giorno che mi radicano nella mia vocazione ad aprire le porte della santità.

    “Un’anima unita a Gesù è un sorriso vivo che lo irradia e lo dona” (Santa Elisabetta della Trinità).

    Julie

    témoignage de

    Jean-Claude et Martine

    Nous sommes, Jean-Claude, diacre permanent, et Martine, parmi les tous premiers membres de la Communauté.

    Nous étions tous les deux étudiants à la faculté de médecine de Nancy et voici que nos chemins se sont croisés en 1970 dans le cadre de l’aumônerie protestante réformée que fréquentait aussi le fondateur de la Communauté et quelques autres anciens. Nous nous posions bien des questions sur Dieu, sur la Vérité, sur notre avenir…

    En juillet 1974, à la fin de nos études, nous nous sommes mariés Peu auparavant le Renouveau charismatique était passé par là et suite au témoignage de nos amis Gérard Croissant et de son épouse Jo, nous avions reçu l’effusion du Saint Esprit, ce qui orienta radicalement notre vie. Nous comprîmes que Jésus était une personne, vivante et agissante, qui nous appelait à sa suite à marcher dans la sainteté. La solution pour y arriver, c’était la vie communautaire car, même si chacun a son chemin, on ne peut y arriver seul. La vie communautaire permettait de s’organiser et de se stimuler afin que Dieu soit toujours le premier servi.

    Répondant, dans un acte de foi, à l’appel du Seigneur, nous nous sommes lancés tête baissée dans ce projet fou et inédit et avons intégré la première maison de la Communauté à Cordes en septembre 1975, cela fait 44 ans. Après quelques mois, nous sommes partis, sans rien, fonder la Communauté en Israël, et vivre proches du peuple élu dont nous apprenons tant de choses.

    De retour en France, nous avons participé à diverses nouvelles fondations et assumé des responsabilités variées : pastorale des jeunes, adolescents puis adultes, services administratifs et juridiques, formation, soutien aux œuvres de compassion de la communauté ainsi que diverses tâches de gouvernement qui nous ont bien occupés !

    Que retenir de ce parcours ? Nous avons connu des hauts et des bas, des temps bénis et des temps de désert, des périodes de communion et d’autres de dissensions… Mais après 44 ans, la certitude qui nous habite et qui demeure intacte, c’est que la Communauté est un don de Dieu, elle n’est pas une œuvre humaine, et ce que Dieu donne, Il ne le reprend pas. Si nous, nous sommes inconstants, notre Dieu est fidèle, nous pouvons compter sur Lui ! C’est là notre force qui nourrit notre espérance.

    Jean-Claude et Martine Michel

    testimonianza di

    Jean-Claude e Martine

    Jean-Claude, diacono permanente, e Martine sono stati tra i primi membri della Comunità.

    Eravamo entrambi studenti alla Facoltà di Medicina di Nancy e le nostre strade si sono incrociate nel 1970 nella cappellania protestante riformata che il fondatore della Comunità e alcuni altri anziani frequentavano. Ci siamo posti molte domande su Dio, sulla Verità, sul nostro futuro…

    Nel luglio 1974, al termine dei nostri studi, ci siamo sposati. Poco tempo prima, il Rinnovamento Carismatico ci aveva attraversato e, seguendo la testimonianza dei nostri amici Gérard Croissant e sua moglie Jo, avevamo ricevuto l’effusione dello Spirito Santo, che ha orientato radicalmente la nostra vita. Abbiamo capito che Gesù era una persona, viva e attiva, che ci chiamava a seguirlo in santità. La soluzione era la vita comunitaria, perché, anche se ognuno ha la sua strada, non si può arrivare da soli. La vita comunitaria ci ha permesso di organizzarci e di stimolarci a vicenda affinché Dio fosse sempre il primo ad essere servito.

    Rispondendo, con un atto di fede, alla chiamata del Signore, ci siamo buttati a capofitto in questo progetto folle e senza precedenti e siamo entrati nella prima casa della Comunità a Cordes nel settembre del 1975, 44 anni fa. Dopo qualche mese siamo partiti, senza nulla, per fondare la Comunità in Israele e vivere vicino al popolo eletto da cui abbiamo imparato tanto.

    Al nostro ritorno in Francia, abbiamo partecipato a diverse nuove fondazioni e assunto varie responsabilità: la pastorale giovanile, degli adolescenti e poi degli adulti, i servizi amministrativi e legali, la formazione, il sostegno alle opere di compassione della comunità e vari compiti governativi che ci hanno tenuto molto occupati!

    Cosa ricordiamo di questo viaggio? Abbiamo conosciuto alti e bassi, tempi benedetti e tempi di deserto, periodi di comunione e altri di dissenso… Ma dopo 44 anni, la certezza che abita in noi e che rimane intatta è che la Comunità è un dono di Dio, non è un’opera umana, e ciò che Dio dà, non toglie. Se noi siamo incostanti, il nostro Dio è fedele, possiamo contare su di Lui! Questa è la nostra forza che alimenta la nostra speranza.

    Jean-Claude e Martine Michel